università di grugliasco

Grugliasco si prepara ad accogliere 10mila nuovi residenti: il nuovo Polo è in grado di ospitare 10mila studenti e 10mila ricercatori e si stima che molti rimarranno a vivere nella cittadina confinante con Collegno. Certo, magari saranno qualcosa in meno coloro che si stabiliranno a vivere in zona, ma si tratta comunque di un numero elevato di persone che, con il completamento dell’università, arriveranno nella vicina Grugliasco usando il treno, l’auto e probabilmente la metro.

Si tratta(va?) di un’opportunità unica anche per Collegno, considerando che l’università è al confine e che la metro si attesta a Fermi. Cosa è stato fatto? Poco e nulla. Siamo ancora in tempo? Probabilmente sì, ma servirebbe progettualità e persone capaci di immaginare le ricadute per Collegno, definendo un orizzonte di medio periodo per catturare, almeno in parte, i benefici attesi del nuovoi insediamento.

“Ad oggi, purtroppo, non risulta un piano concreto e partecipato per sfruttare questa opportunità” spiega Massimo Cavazzini di Collegno Rinasce. “A parte qualche privato che sfrutterà Collegno Rigenera per costruire nuovi edifici a volumi maggiorati, non risultano progetti strutturati e investimenti mirati per attrarre capitali e progetti sul territorio. E non risultano azioni mirate per ridurre gli effetti potenzialmente negativi, come l’aumento dei prezzi degli affitti. Abbiamo creato un dossier di alto livello per far capire all’amministrazione l’enorme opportunità per Collegno, ad oggi sfruttata poco o nulla. Rimaniamo a disposizione per approfondire e stimolare le progettualità necessarie”.

DOSSIER COLLEGNO 2030 – collegnorinasce – massimo cavazzini

Quali sono gli effetti attesi all’apertura?

Effetti di breve periodo (prima e durante l’apertura: 2026-2027)
– Occupazione e spesa diretta immediata: costruzione e finiture del campus danno lavoro (edilizia, impiantistica, servizi) e consumi locali (operatori di cantiere, alloggi per operai).
– Domanda di alloggi: crescita rapida della domanda di affitti e posti in residenze studentesche; rischio di aumento degli affitti nelle zone limitrofe.
– Pressione su trasporti e servizi: aumenti di utilizzo di bus, strade e servizi commerciali; bisogno di collegamenti efficienti verso Torino.

Effetti di medio periodo (2028-2032)
– Spesa studentesca locale: ristoranti, bar, librerie, servizi, tempo libero; crescita stabile dei ricavi per PMI locali.
– Nuove attività e servizi: apertura di servizi pensati per studenti (coworking, palestre, lavanderie, mense, startup di food delivery).
– Creazione di occupazione stabile: personale tecnico, amministrativo, ricerca, servizi accessori per studenti.

Effetti di lungo periodo (2033-…)
– Rigenerazione urbana: riqualificazione di aree verdi, parchi pubblici, auditorium; aumento attrattività della città metropolitana.
– Effetto sul capitale umano: presenza stabile di laureati e ricercatori che aumenta il capitale umano locale e l’attrattività per imprese R&D.
– Clusterizzazione e imprese spin-off: incubatori, partnership pubblico-private e spin-off universitari che possono ancorare nuove imprese nel territorio.

Gli effetti economici potenziali?

Stimando i 10.000 studenti attesi con una spesa media annua per studente in città tra i 5.000 € (basso) e i 12.000 € (alto) per affitto parziale, cibo, trasporti, tempo libero, consumi, e applicando un moltiplicatore economico locale (effetto indiretto/indotto) di 1.5–2.2 (classici range per economie locali universitarie), si ottengono i seguenti risultati:.

  • Scenario prudente (5.000 €/anno, moltiplicatore 1.5):

    • Spesa diretta studenti = 10.000 × 5.000 = 50 M€ / anno.

    • Impatto totale stimato (diretto+indotto) ≈ 75 M€ / anno.

  • Scenario centrale (8.000 €/anno, moltiplicatore 1.8):

    • Spesa diretta = 80 M€ / anno.

    • Impatto totale ≈ 144 M€ / anno.

  • Scenario espansivo (12.000 €/anno, moltiplicatore 2.2):

    • Spesa diretta = 120 M€ / anno.

    • Impatto totale ≈ 264 M€ / anno.

“Si tratta – aggiunge Massimo cavazzini di Collegno Rinasce – di un impatto di decine di milioni di euro nel caso peggiore e di centinaia nel caso migliore: cosa è stato fatto dall’amministrazione di Collegno per catturare una parte di queste ricadute economiche? Siamo ancora in tempo per cercare di capitalizzare almeno gli effetti di medio e lungo periodo, ma serve un progetto concreto. Cittadini, commercianti, imprese, istituzioni si siedano al più presto attorno ad un tavolo per immaginare cosa Collegno potrebbe offrire a queste migliaia di studenti per attrrarli verso il nostro territorio con servizi e un’economia locale orientata al nuovoi Polo. Siamo in ritardo, ma è un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire”.

DOSSIER COLLEGNO 2030 – collegnorinasce – massimo cavazzini

E’ evidente che tra i beneficiari principali ci possano essere proprietari immobiliari, il commercio locale (horeca), i servizi privati, le imprese di costruzione, ma anche startup spin-off ed enti di ricerca. Altrettanto evidente che tra i possibili effetti negativi si potrebbe registrare un aumento dei prezzi degli affitti (mettendo in difficoltà le famiglie a basso reddito), la congestione del traffico e una maggiore domanda di mobilità non soddisfatta (si pensi ai ritardi dei cantieri metro) e una dipendenza economica eccessiva dal polo universitario (se le iscrizioni calassero, ad esempio).

Queste le proposte di Collegno Rinasce all’amministrazione comunale collegnese perchè si attivi urgentemente e concretamente:

  1. Creare un piano abitativo dedicato: incentivare la costruzione/riqualificazione di residenze studentesche a canone convenzionato (agevolazioni fiscali o PUC mirato).

  2. Introdurre meccanismi di regolazione affitti e incentivi per residenti vulnerabili: voucher abitativi temporanei o limiti per conversione massiva di alloggi in B&B/affitti turistici.

  3. Lavorare per un potenziamento trasporti: collegamenti diretti e frequenti con Torino (bus, navette) prima dell’arrivo massiccio di studenti.

  4. Aumentare il coordinamento con Università: lavorare a stretto contatto con UniTo per pianificare orari, servizi mensa, eventi (per ridurre picchi di domanda).

  5. Sviluppare un piano commerciale locale: dopo aver gettato 300mila euro sul DUC, cercare di sfruttare i nuovi fondi per supportare PMI e start-up locali con incubatori, bandi per servizi studenteschi e digitale (voucher marketing digitale, formazione).

“L’opportunità – spiega Massimo Cavazzini – esiste anche per imprese locali e residenti. Servirebbe un’azione informativa ed educativa che aiuti imprenditori, commercianti e residenti a riconoscere il potenziale del nuovo Polo Universitario e trasformarlo in occasione di crescita sociale ed economica. La progettazione partecipata con programmi ad hoc va fatta partire subito, prima che sia troppo tardi per avere benefici sul territorio”.

DOSSIER COLLEGNO 2030 – collegnorinasce – massimo cavazzini

Per le imprese locali e gli investitori, la possibilità di realizzare un’offerta mirata di prodotti/servizi a prezzi e formati per studenti (menu economici, abbonamenti palestra, co-working), la possibilità di offrire stage, laboratori condivisi, servizi per ricerche applicate in collaborazione con l’ateneo, effettuare investimenti immobiliari calibrati dul medio-lungo periodo.

Per i cittadini, attivarsi perchè eventuali effetti negativi (aumento affitti, traffico, rumori) siano presi in considerazione nelle ordinanze e nelle strategia amministrative, e perchè la giunta collegnese si interfacci molto più intensamente con quella grugliaschese. Senza dimenticare la possibilità di cercare una ricaduta economica tramite l’offerta di alloggi, servizi di babysitting, lezioni private, attività commerciali rivolte a studenti.

“Serve un masterplan – conclude Massimo Cavazzini – che attivi i diversi attori coinvolti, ognuno per le proprie competenze. Abbiamo creato un esempio di come la città di Collegno potrebbe e dovrebbe ragionare per catturare questa opportunità di crescita. Speriamo che qualcuno nell’amministrazione voglia considerare con attezione la proposta”.

cali grugliasco università

Collegno Rinasce rimane a disposizione dell’amministrazione comunale per appofondire il tema e contribuire, con specifiche competenze tecniche e gestionali, allo sviluppo di un piano pluriennale.

DOSSIER COLLEGNO 2030 – collegnorinasce – massimo cavazzini