Bruttissima notizie per i collegnesi: la società capofila del progetto per il prolungamento da Fermi a Cascine Vica della metropolitana ha portato i libri in tribunale e rischia il fallimento. Se dovesse succedere, c’è il rischio concreto che si debba rescindere l’attuale contratto, rifare l’appalto e ricominciare (quasi) da capo. Ovvero oltre al ritardo già accumulato si rischia un ulteriore slittamento di due o tre anni.

Il Governo aveva sbloccato nel maggio dello scorso anno i 26 milioni di euro aggiuntivi per chiudere la tratta Fermi-Cascine Vica, ma questo scossone rischia di frenare la corsa della linea 1 della metropolitana: la Ici, capofila del raggruppamento che costruisce il prolungamento dell’infrastruttura, è indebitata e insolvente. Il 16 dicembre prossimo dovrà presentare al Tribunale civile di Roma una proposta di concordato. Il ricorso allo strumento che potrebbe evitare il fallimento è stato presentato il 28 agosto e pubblicato il 29 nel Registro: la crisi con conseguente rischio di insolvenza sono entrati nel percorso che potrebbe – se positivo – salvare l’azienda, i lavoratori diretti (circa 70) e… i collegnesi.

“E’ davvero una pessima notizia per Collegno e i suoi cittadini, abituati ai cantieri infiniti come quello della scuola Matteotti: una viabilità devastata da anni con disagi e aumento del traffico, inquinamento dell’aria e acustico, negozianti che faticano a causa dei cantieri infiniti, stazioni che avrebbero dovuto essere consegnate ai cittadini da mesi e che rischiano di non essere terminate nemmeno nel 2026: l’amministrazione cittadina ha qualcosa da dire, dopo le sfilate dei mesi scorsi e le visite ai cantieri?” commenta Massimo Cavazzini di Collegno Rinasce. “La giunta comunale riferisca immediatamente ai collegnesi: cosa intendono fare dopo la notizia dello slittamento? L’amministrazione si interfacci senza ritardi con il collega di partito Lo Russo a capo della città di Torino e con Infra.To, i cui vertici sono nominati dalla città di Torino, e dia risposte concrete ai collegnesi anzichè dare la colpa al Governo“.

Dopo l’apertura del cantiere nel 2019 e il primo scavo nel giugno 2021, i lavori non hanno mantenuto le scadenze previste e l’apertura dei inizio 2024, slittata poi al 2025, era attualmente fissata per fine 2026 per le prime stazioni e nel 2028 per l’intera tratta, ovvero due anni di ritardo. Sempre che la Ici riesca ad uscire dalla crisi. Per il momento, sia Gtt che Infra.To mantengono il riserbo, in attesa dell’esito del Tribunale.

Nel frattempo, con un post social il sindaco di Collegno afferma: “Anche noi abbiamo appreso a mezzo stampa che la chiusura dei lavori della Linea 1 della metropolitana rischia di slittare ancora. Siamo arrabbiati. Ma altamente fiduciosi che la situazione da parte della società appaltante INFRA.TO venga ripristinata al più presto”.

Un cantiere sul territorio da anni, foto opportunity e visite, e il sindaco non era al corrente della situazione? Infra.To ha come socio unico il comune di Torino, amministrato da Lo Russo del PD, lo stesso partito dei sindaci di Collegno e Rivoli. La strategia adesso qual è? “Altamente fiduciosi” che Infra.To faccia le scelte migliori, dice il sindaco.

“Siamo perplessi sul fatto che il sindaco della città dove si svolgono i lavori da anni dica di non essere al corrente e scopra le cose dai giornali – conclude Massimo Cavazzini – forse con meno inaugurazioni e più lavoro istituzionale, meno propaganda e più lavoro gestionale cocreto la città potrebbe trarre giovamento. E’ chiaro che avere altamente fiducia in Infra.To non basta, ci aspettiamo che il sindaco presenti ai cittadini un piano concreto di azioni”.