Non si fermano le scoperte relative al ritardo del progetto di prolungamento della metropolitana MM1 verso Rivoli. Dopo aver appreso dai giornali che l’azienda vincitrice della gara potrebbe essere messa in liquidazione – con un appalto da rifare e due o tre anni di ulteriore ritardo – e che nella migliore delle ipotesi le prime stazioni saranno operative nel 2027 (e non nel 2023 come da piani iniziali) e le ultime nel 2029/2030, l’attenzione si sposta ora sui cantieri.

“Gli scavi, ora, saranno pieni di rifiuti pericolosi non smaltiti”. A dirlo è il direttore tecnico di Eco Green, un’azienda specializzata nella gestione e smaltimento dei rifiuti industriali e delle macerie. “Ici (l’azienda che ha vinto la gara d’appalto, ndr) ha smesso di pagarci da più di un anno e da sei mesi noi non entriamo più in cantiere” spiega l’azienda.

Il rischio, insomma, è che in questi mesi i rifiuti pericolosi da smaltire si siano accumulati durante gli scavi che, stando ad Infra.To, sono comunque proseguiti nonostante le difficoltà economiche di Ici. Le emissioni inquinanti – rumori, polveri, gas – stimate per il progetto potrebbe essere molto diverse considerando gli anni di ritardo. Molti cittadini ci hanno segnalato che spesso anche i macchinari usati sui cantieri rilasciano nell’aria (vedi una foto recente) nuove di fumo nero.

“Abbiamo chiesto la scorsa settimana all’amministrazione comunale di Collegno di riferire al più presto ai cittadini: negozianti in sofferenza per cantieri infiniti, traffico e inquinamento che peggiorano da anni la vita dei cittadini e nessuna informazione se non quelle dai giornali locali ” spiega Massimo Cavazzini di Collegno Rinasce. “Oggi la notizia che potrebbero esserci rifiuti pericolosi non smaltiti secondo l’azienda che assicurava lo smaltimento: è davvero così? I cittadini possono stare tranquilli? Qual è il piano affinchè Collegno torni ad una situazione normale? Quali aiuti economici per i negozianti che dovranno sopportare altri due anni di cantieri? Quali soluzioni per il traffico, considerando anche i lavori dell’area ex Ctrea e quelli dell’ex Mandelli? I cittadini vorrebbero risposte concrete, non post di propaganda sui social”.

Rimaniamo a disposizione degli amministratori comunali, e dell’assessore competente, per fornire ai cittadini le risposte.