mano a sei dita

Un pessimo inizio di campagna elettorale quello a cui stanno assistendo i collegnesi. L’avvicinarsi delle elezioni resuscita a chi non s’è mai visto per anni sul territorio o ancora peggio in consiglio comunale: anni di silenzio e poi improvvisamente un’attività frenetica per prendere voti. Partiti mai visti e sentiti sul territorio, finte liste civiche, professionisti della politica: uno spettacolo triste per la nostra città.

L’appuntamento elettorale rispolvera anche le vecchie ruggini all’interno delle coalizioni: si pensi alle primarie del centro sinistra, che preferiscono una lotta interna incapaci di individuare la leadership e imbarcano chiunque pur di vincere col campo larghissimo, o ai partiti del centro destra, che non hanno ancora ufficializzato il candidato sindaco.

E poi c’è un candidato che addirittura… fa miracoli: parliamo del candidato del PD (da Partito Democratico ribattezzato dai cittadini Poco Democratico, visto che i suoi esponenti spesso cancellano i commenti fatti dai cittadini e bloccano quelli più critici in modo da silenziarli) Matteo Cavallone. Per altro l’appoggio del sindaco uscente Casciano ha fatto storcere il naso a parecchi cittadini, che si aspettavano un approccio più neutrale ed equilibrato all’interno del centro sinistra.

Miracolo uno: essere sindaco senza esserlo
L’attuale assessore si è per mesi definito sul proprio profilo Facebook “Sindaco di Collegno“, una scelta criticata dai cittadini (sebbene i commenti sul profilo siano stati spesso cancellati) e poco corretta nei confronti degli altri candidati che – giustamente e lecitamente – si descrivono come “Candidato a sindaco per Collegno”. Dopo le proteste e probabilmente qualche atto formale di altri candidati, il profilo è stato modificato. Il nuovo sindaco di Collegno verrà votato l’8 giugno, non un minuto prima.

cavallone collegno

Miracolo due: mettere sul materiale elettorale progetti già finanziati
Nella sezione dedicata all’infanzia, il candidato sindaco del PD scrive “nuovo asilo nido in Via Crimea”, quasi a volerlo includere come parte del programma per il 2024-2029. Come sa bene chi legge Collegno Rinasce, il polo dell’infanzia è un progetto pagato dallo Stato tramite i fondi PNRR chiesti nel 2021, poi modificato e ridimensionato (niente scuola materna, solo nido) ma con costi maggiori. Qualsiasi candidato potrebbe mettere in programma l’asilo nido, essendo un progetto già finanziato (e il cui cantiere avrebbe dovuto aprire nel 2023). Al limite ci si potrebbe impegnare perché i cantieri partano e finiscano in tempo, per non finire come la nuova Matteotti che da 7 anni aspetta di essere conclusa.

asilo nido paradiso

Miracolo tre: la mano a sei dita
Un manifesto elettorale che mette in bella mostra una mano… con sei dita! Certo, si tratta di una svista grafica, ma dà l’idea della foga elettorale e della necessità di essere ovunque a qualsiasi costo: feste, presentazioni, inaugurazioni, convegni, celebrazioni, tutto fa brodo per mostrare un attivismo che i collegnesi non hanno certo trovato nei risultati di questi 20 anni in cui l’assessore è stato seduto in consiglio comunale. Se le mani hanno sei dita, magari ci sono tre braccia e due teste?

mano a sei dita

Cavallone sei dita
Miracolo quattro: un hotel a Villaggio Leumann

Chissà se l’hanno già comunicato agli inquilini del villaggio Leumann? Una delle idee del nostro assessore Cavallone per il bistrattato villaggio Leumann è la realizzazione di un hotel. Mentre gli altri candidati puntano a musei o alla creazione di un sito Unesco che aumenti l’attrattività turistica, l’idea di eliminare gli appartamenti e trasformarli in stanze d’albergo è semplicemente la continuazione di quello a cui i collegnesi hanno assistito per anni: palazzoni e supermercati. Dal discount praticamente dentro il villaggio, al consumo di suolo per far spazio a palazzoni di 10 piani (nonostante il piano regolatore ne prevedesse cinque, come alla Mandelli) non sempre autorizzati, dal mancato recupero di strutture esistenti (vedi Via Antonelli) all’arrivo di centri commerciali che mettono alle strette il commercio di vicinato.

Miracolo cinque: una città che cresce
L’assessore nel pubblicizzare l’ennesima festa (ce ne sono più in queste settimane che negli ultimi 5 anni, effetto elezioni?) sostiene che “Collegno è cresciuta”. In realtà guardando ai dati (in attesa dei risultati Istat 2021, ci si basa su quelli del 2011) la popolazione è più o meno stabile dagli anni ’80, e la crescita riguarda principalmente il mettere sempre più persone in meno spazio: l’indicatore che più preoccupa è quello della densità, letteralmente esplosa in questi anni di governo di centrosinistra. Un altro indicatore di una città cresciuta nella direzione sbagliata è l’indice di espansione edilizia (misura quanto si è costruito rispetto al decennio precedente): Collegno è attestata a 14,8, ovvero altissimo. Torino ha 3,2 ovvero (ha smesso di costruire), Grugliasco è al 6,8 (meno della metà). Una città che cresce con palazzoni e supermercati, sacrificando prati per fare ciclabili e parcheggi. Più che politica sembra un’immensa operazione immobiliare.

Come Collegno Rinasce, l’osservazione è presto fatta: questa ipertrofia elettorale è sintomo che i risultati non ci sono stati, e serve mostrare che si è fatto, che si è vicini ai cittadini, che si vuole il bene della città, occupando qualsiasi spazio possibile con propaganda. Ma i collegnesi vogliono un sindaco competente, che porti risultati concreti, che non si inventi cose che non esistono, che non abbia bisogno di sfuggire dal confronto democratico, che ascolti i cittadini da sempre e non solo nei tre mesi prima delle elezioni, che abbia a sostegno persone competenti e non professionisti della politica, che non faccia ammucchiate elettorali come nel peggior mercato delle vacche. Collegno ha bisogno di cambiare e il cambiamento non passa certamente dai (finti) miracoli.
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