Ricordate la “ristrutturazione” del palazzo di Via Oberdan per farci alloggi di edilizia sociale? Sono passati due anni da quando chiedevamo chiarezza sui criteri di assegnazione degli alloggi di Via Oberdan. E più di due anni dalla nostra petizione con una proposta concreta: proposta a cui l’amministrazione non hai mai risposto.
L’allora candidato e oggi sindaco Cavallone accusava Collegno Rinasce di dire cose “abbastanza false” (qualsiasi cosa significhi) sugli alloggi in ristrutturazione. E noi, già all’epoca, facevamo notare che dai documenti presentati dalla città di Collegno per ottenere i fondi PNRR parlavano chiaro: “Il Comune di Collegno in base alle ultime analisi rilevate dalla Regione Piemonte rientra tra i territori ad ALTO DISAGIO ABITATIVO, secondo una classificazione in base a numero di famiglie in affitto, numero di sfratti emessi, numero di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica con il numero di domande insoddisfatte per l’accesso agli stessi, numero di famiglie che si trovano in condizione di disagio (seguite dai servizi sociali) ed il numero di famiglie assistite economicamente”.
E Collegno Rinasce faceva domande molto semplici: “Gli appartamenti di via Oberdan saranno assegnati tramite bando (e dunque seguiranno i criteri “classici” per l’assegnazione dell’edilizia pubblica)? Saranno assegnati ad una cooperativa, e se sì questa sarà scelta con un bando o è già stata individuata? E la cooperativa che criteri userà per assegnare gli appartamenti per garantire massima trasparenza? C’è stata una richiesta di manifestazioni di interesse, e che risposte sono state ricevute? Qual è il progetto?”.
All’epoca non ricevemmo risposta, ma arrivati ad aprile 2026 i lavori di ristrutturazione sono terminati e dunque torniamo sul tema. Nei giorni scorsi, il Fatto Collegnese (con Enrico Sulpizi, che già nel 2024 ci aveva aiutato a coordinare la petizione) solleva una domanda che è rimasta “sospesa” per oltre due anni: ci sono novità sul bando? Quali sono ad oggi i termini definitivi di assegnazione? Quali saranno i criteri per l’assegnazione? Tempi del bando? Criteri? Cooperativa che gestirà? Domande lecite e sacrosante, soprattutto per via di alcune voci secondo cui la cooperativa sarebbe stata individuata e i criteri sarebbero diversi. Voci che Collegno Rinasce non è riusciuta a confermare o smentire.
“Sono passati più di due anni dalle domande fatte – commenta Massimo Cavazzini di Collegno Rinasce – e se prima dei lavori la scusa poteva essere “è presto per dirlo”, adesso che i lavori sono finiti non ci sono più scuse: l’amministrazione dica chiaramente se ha ricevuto manifestazioni di interesse da qualche cooperativa per gestirlo, e dica chiaramente quali sono i criteri per l’assegnazione dei 24 appartamenti. In campagna elettorale venne promesso un bando con affitti di breve durata a studenti, coppie giovani, padri separati, con assegnazioni massime di 4 anni: è ancora così?”. La zona centrale e lo stabile appena ristrutturato rendono gli appartamenti appetibili a chi cerca una sistenazione di lunga durata (assegnazioni “a vita”), ma la promessa fatta nel 2024 era diversa”.
L’assessore Restuccia, rispondendo su Facebook, di certo non chiarisce: “Questi alloggi saranno assegnati in base a dei criteri che saranno determinati dal Comune di Collegno. Non stiamo parlando di case popolari ma di case di proprietà del comune di Collegno e quindi soggetti a criteri di assegnazione determinato dallo stesso”. La domanda però è quali siano questi criteri, se la cooperativa che gestirà gli spazi è già stata individuata (c’è stato un bando?), se il bando per l’assegnazione è già pronto e se rispetta le “promesse” fatte nel 2024. Secondo alcune voci – che Collegno Rinasce non è riuscita a verificare – qualcuno avrebbe già informazioni: per mettere a tacere queste voci basterebbero chiarezza e trasparenza da parte dell’amministrazione.
“Venga convocata immediatamente una assemblea pubblica per fornire informazioni e fare chiarezza – conclude Massimo Cavazzini – perchè i cittadini siano informati al più presto e non a cose fatte. Sarebbe gravissimo scoprire è tutto pronto e deciso senza che i cittadini possano influenzare le scelte. L’opposizione presenti senza ritardo le opportune interrogazioni e si faccia garante del rispetto delle promesse fatte dall’allora candidato sindaco con una discussione pubblica in consiglio comunale”.
