Addio al vecchio palazzo comunale. L’amministrazione ha infatti intenzione di costruire un nuovo edificio più ecologico e moderno. Il nuovo edificio sarà progettato con criteri antisismici e tecnologie in grado di abbattere le emissioni di anidride carbonica del 90%. La struttura (circa 4.000 mq) garantirà spazi adeguati, sicuri e funzionali per 300 utenti, tra dipendenti e amministratori. Il costo? Dodici milioni di euro. Tempistiche? Sconosciute.
Al momento non è chiaro da dove potrranno arrivare i soldi: la progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE), con un costo di circa un milione di euro, potrebbe essere finanziata da fondi statali. L’amministrazione si è candidata ad un bando per accedere ai fondi ministeriali 2026 (circa 100 milioni di euro), con l’obiettivo di ottenere il milione di euro che serve per il progetto di fattibilità il nuovo edificio.
Se il finanziamento venisse concesso e il progetto risultasse fattibile, i rimanenti fondi necessari saranno con molta probabilità coperti da fondi propri di bilancio e un mutuo. Non è comunque chiaro cosa succederà nel caso in cui il milione ministeriale non arrivi: sarà comunque prioritario per l’amministrazione procedere con il progetto? Da ormai molti anni nella programmazione tecnica economica spunta la voce “nuovo palazzo comunale”, senza che sia stato poi portato avanti il progetto.
Già 5 anni fa, Collegno Rinasce si occupava del nuovo palazzo comunale: ““spunta” un mutuo da 6 milioni di euro per la realizzazione del nuovo palazzo civico comunale”, scrivevamo aggiungendo una serie di domande rimaste poi senza risposta. Dove è previsto il nuovo palazzo? Il nuovo assetto urbano di Collegno, che si snoda lungo la metropolitana, potrebbe riutilizzare edifici abbandonati (si pensi al palazzaccio di Via Antonelli)? Si consumerò nuovo suolo? Il vecchio palazzo che fine farà? Se la sede rimarrà la stessa, dove sarà osptitato il comune durante i lavori, considerando che molto probabilmente tra appalti lavori ritardi e varianti le tempistiche saranno dilatate?
Sempre a proposito di fondi ministeriali, l’amministrazione ha anche chiesto fondi per la messa in sicurezza impiantistica e strutturale degli spazi residui degli ex-laboratori della Certosa Reale (circa 2 milioni di euro) e per la orogettazione esecutiva in BIM della sostituzione edilizia della manica ovest del plesso scolastico Geninatti (ex Marconi) per circa 2 milioni di euro.
