Comitati di quartiere, poca affluenza: ennesimo flop per la giunta

Comitati di quartiere, poca affluenza: ennesimo flop per la giunta

Ennesimo flop per l’amministrazione Casciano e in particolare per l‘assessore Treccarichi, delegato del sindaco per il lavoro sui quartieri: l’affluenza alle votazioni dei Comitati di Quartiere dello scorso weekend è stata abbondantemente sotto le aspettative, tanto che in molti dei quartieri si dovrà rivotare perchè non è stato raggiunto il quorum.

L’amministrazione Casciano parla di “affluenza significativa”, ma subito dopo avverte che tre quartieri non hanno raggiunto il quorum (strano, se l’affluenza era significativa) e guardando ai dati resi pubblici anche negli altri quartieri il quorum è stato raggiunto a fatica, tanto che nel tardo pomeriggio di domenica in qualche seggio si cercavano con affanno cittadini disposti a votare. La mancanza di candidati non ha poi reso possibile svolgere elezioni in un altro quartiere. Durante le votazioni, non sono mancate le tensioni per via di qualche “presidio” politico troppo pressante durante le operazioni di voto: si è addirittura registrato un litigio tra candidati stessi.

Otti i quartieri: quattro hanno raggiunto il quorum, in uno non c’erano sufficienti candidati, in tre si dovrà rivotare. Con il 50% delle elezioni da rifare, come si può parlare di affluenza significativa?

Guardiamo più in dettaglo ai numeri: i votanti sono stati circa 1000, con 100/200 candidati (dunque con interessi diretti). Rimangono meno di 1000 persone su oltre 50mila (inclusi i non-residenti con interessi a Collegno come ad esempio i titolari di attività). Si parla dunque di meno del 2%; il 98% non ha partecipato.

Perchè? Le liste dei candidati – vecchie di un paio di anni per i rinvii Covid-19 – non sono state aggiornate e da statuto la missione del Comitato di Quartiere è molto limitata. In molti casi non c’è stata trasparenza con riunioni carbonare tra il gruppetto dei fedelissimi, anzichè favorire la partecipazione e dare trasparenza alle discussioni (dove sono i verbali delle riunioni? dove sono le convocazioni alla cittadinanza per gli incontri con i vari assessori?).

Abbiamo bisogno di qualcuno che faccia da intermediario per le segnalazioni verso il Comune, quando le segnalazioni possono essere fatte direttamente? Abbiamo bisogno di segnalazioni che passano di mano in mano, quando l’amministrazione non ha nemmeno un sistema di tracciamento e un livello di servizio garantito per le risposte?

Abbiamo bisogno di 5-6 persone che incontrano un assessore per le due foto di rito da mettere su Facebook dicendo che c’è stata condivisione della proposta e raccolta di suggerimenti, quando poi alla prima occasione di confronto vero emerge che la posizione del CdQ e quella dei cittadini diverge, portando a galla una frattura evidente?

Abbiamo bisogno di un gruppo di persone che viene coinvolto dall’amministrazione solo quando fa comodo, perchè poi i progetti vengono comunque approvati senza confronto?

Risultato: la rappresentatività dei Comitati di Quartiere ad oggi è praticamente nulla. Gli “eletti” non potranno parlare a nome del quartiere o esprimere posizioni collettive, non avendo raccolto il consenso che lo legittimerebbe.

Certo il sindaco Casciano o l’assessore Treccarichi potranno continuare a scegliere i Comitati come interlocutori privilegiati (e lo faranno perchè in molti casi i Comitati si sono dimostrati eccezionale strumento di propaganda politica sul territorio e spesso trampolino di lancio dei fedelissimi verso il consiglio comunale), ma sarà chiaro a tutti che i cittadini hanno detto – attraverso la non partecipazione- in maniera inequivocabile che non riconoscono il Comitato di Quartiere come portavoce e portatore legittimato di interessi comuni.

I Comitati di Quartiere – con qualche rara eccezione – diventano dunque uno dei tanti gruppi di interesse che esistono in città, nè più nè meno come può esserlo un altro comitato, un’associazione, un gruppo Facebook. Aver ridotto i Comitati di Quartiere a strumento a servizio della politica, per il controllo dell’opinione e la propaganda sul territorio non ha pagato. Aver eliminato qualsuasi possibilità di contradditorio e dibattito, non ha pagato. Aver puntato sui pochi fedelissimi a silenziare le critiche all’amministrazione e rilanciare i messaggi della maggioranza politica ha allontanato i cittadini. Le energie di chi si è reso disponibile a migliorare i quartieri sono state sprecate. Dopo le strade e i cantieri pubblici, un’altra area in cui l’assessore con le deleghe ai quartieri Treccarichi ha dimostrato di non saper portare risultati.

Serve una riforma profonda, onesta, trasparente perchè la partecipazione locale può andare ben oltre quella è che la missione oggi data dal sindaco e dell’assessore ai Comitati. Ripensare lo scopo, riportare la fiducia, dare spazio alle voci anche critiche nell’interesse dei cittadini e non della politica, garantire trasparenza, favorire la partecipazione, utilizzare nuove modalità di interazione.

Manca tra i banchi della maggioranza che governa la città sia volontà sia capacità di farlo. E i cittadini se ne sono accorti, evitando di votare per qualcosa che non sentono più loro.

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