A Fantasilandia la politica locale continua a regalare perle di rara coerenza istituzionale, confermandosi un genere teatrale a sé: non proprio commedia, non proprio tragedia, più una farsa a tratti malinconica.
La settimana scorsa alcuni personaggi ben informati – in una sorta di “si dice che” degno dei migliori corridoi condominiali – avrebbero fatto giungere voci al centrodestra sul fatto che si stava pensando ad un rimpasto, in particolare per le deleghe del commercio. Notizia non confermata, ma evidentemente sufficientemente suggestiva da spingere il centrodestra a depositare una mozione urgente di sfiducia contro la stessa assessora. Urgente, sì. Fondata, pare un po’ meno.
La maggioranza ha reagito con due comunicati stampa che, letti uno dopo l’altro, sembrano usciti da due universi paralleli.
Il Partito Democratico ha spiegato con dovizia di dettagli giuridici che la mozione è politicamente infondata, amministrativamente campata in aria e formalmente impossibile, ricordando – dettaglio curioso – che la legge non consente neppure di sfiduciare un singolo assessore. Una mozione, quindi, che non solo non sta in piedi, ma nemmeno seduta.
AVS, dal canto suo, ha scelto un’altra strada: meno codici e regolamenti, più risultati. Finanziamenti regionali, Distretti Urbani del Commercio, continuità amministrativa, memoria storica dei bandi vinti. Il messaggio è chiaro: mentre qualcuno gioca alla sfiducia, qualcun altro porta a casa risorse. E già che c’era, AVS ha ricordato che quando le polemiche riguardano donne, il rischio di scivolare dalla critica politica alla delegittimazione personale è sempre dietro l’angolo. Un promemoria utile, anche se un po’ fuori tempo massimo.
Fin qui il copione era chiaro:
– il centrodestra accusa;
– la maggioranza respinge compatta;
– l’assessora è difesa, sostenuta, confermata;
– la mozione è strumentale, propagandistica, quasi filosofica, ma soprattutto inutile.
Poi arriva il colpo di scena.
Nella giornata odierna, il sindaco annuncia che le deleghe all’assessora verranno effettivamente tolte. Non per la mozione del centrodestra, sia chiaro. No, per carità. Per tutt’altro motivo: un’altra assessora, Ala, ha chiesto di uscire dalla giunta per motivi personali, rendendo necessario un rimpasto.
Una coincidenza, naturalmente.
Una coincidenza temporale così elegante da meritare almeno un applauso a scena aperta.
Ora, nessuno mette in dubbio le ragioni personali dell’assessora Ala, né la legittimità del sindaco nel riorganizzare le deleghe. Ma è difficile non notare come, nel giro di due giorni, si sia passati da “sfiducia infondata e inammissibile” a “le deleghe comunque saltano”. Il tutto senza che, nel frattempo, i cittadini abbiano visto cambiare di una virgola i problemi quotidiani: affitti, bollette, commercio in difficoltà, servizi da migliorare.
Al sindaco va riconosciuto un grande talento: quello di riuscire a smentire politicamente il centrodestra… facendogli però ottenere lo stesso risultato pratico, anche se “per altri motivi”. Un esercizio di equilibrismo degno del Cirque du Soleil, ma forse meno utile per chi vive fuori dal palazzo comunale.
Morale della favola:
il centrodestra ha presentato una mozione che non poteva esistere;
il centrosinistra ha spiegato perché non poteva esistere;
alla fine, però, qualcosa è cambiato lo stesso e le deleghe al commercio sono passate di mano.
E i cittadini?
Loro restano in platea, a guardare questo teatrino un po’ triste, dove tutti parlano di responsabilità istituzionale, ma nessuno sembra chiedersi se questa sequenza di annunci, smentite, comunicati e controcomunicati abbia prodotto anche solo un beneficio concreto per Fantasilandia.
Sipario. Deleghe cambiate. Applausi tiepidi.
