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Spreco di cibo dimezzato e produzione inferiore del 20%: sono i risultati dei primi test di Planeat sull’esperimento realizzato nella mensa scolastica di una scuola – infanzia e primaria – in provincia di Pavia. I dati vengono diffusi nella giornata mondiale dedicata proprio allo spreco alimentare, il 29 settembre: in generale in Italia lo spreco medio nelle mense varia dai 33 ai 160 grammi per studente a pasto, pari al 15–30% del servito. Inoltre il 15% del cibo cucinato non arriva mai in sala, restando scarto di cucina: a finire più spesso nel cestino sono pane, frutta, verdura, minestre e legumi.

Paragonando una settimana di pasti a scuola senza piattaforma PlanEat Scuola, con menù identico a quello standard proposto con la piattaforma e unitamente ad un menù alternativo, nelle 2 scuole, si arriva al 52% di cibo buttato in meno. In una settimana si è passati da 52,28 kg a 20,18 kg di avanzi. Mediamente, durante il periodo di test, è stato prodotto il 20% in meno di cibo: in particolare si è registrato un taglio del 13% nei primi, del 13% nei secondi e del 35% nei contorni, traducendosi in minori consumi di materie prime ed energia.

Durante tutto il progetto, ogni giorno i genitori hanno potuto scegliere per il proprio bambino tra due proposte completamente intercambiabili dal punto di vista nutrizionale: dunque era possibile selezionare tra due primi, due secondi e due contorni. Il concetto alla base mirava a far sì che i bambini, scegliendo quantità e tipologia del piatto, fossero più propensi a consumare anche alimenti finora rifiutati. Il progetto, inoltre, ha incluso un sistema di monitoraggio dello spreco alimentare mediante una bilancia che pesava il cibo avanzato.

“Chiediamo e proponiamo che l’amministrazione comunale collegnese – dice Massimo Cavazzini di Collegno Rinasce – avvii sperimentazioni simili anche nelle mense scolastiche collegnesi, per aumentare la qualità della refezione e diminuire gli sprechi”.