Bum bum! A Collegno, città della pace, arriva un poligono per armi da fuoco

Bum bum! A Collegno, città della pace, arriva un poligono per armi da fuoco

Si sparerà in via Don Milani a Collegno, città della pace. Su proposta dell’assessore Cavallone, la giunta guidata dal sindaco Casciano ha dato il via libera all’apertura di un poligono di tiro per armi da fuoco.

A gestire il nuovo centro l’associazione torinese “Ad Quintum – Tiro difensivo” che ha chiesto di acquisire in concessione gli 8500 metri quadri dell’area di Via Don Milani per promuovere e sviluppare la disciplina del tiro sportivo, sia a livello amatoriale sia agonistico, in particolare con attività di preparazione tecnica e fisica per il maneggio delle armi, la preparazione a gare di tiro, la preparazione e l’insegnamento di tecniche avanzate di difesa e maneggio per operatori delle forze di Polizia e dell’Esercito.

L’associazione ha ottenuto il via libera dopo aver prodotto una perizia secondo cui il rumore prodotto dagli spari rispetta i limiti acustici, considerato che nelle vicinanze ci sono abitazioni civili. La concessione durerà 10 anni con opzione di rinnovo di cinque anni, con un canone di circa 14mila euro annui.

Ma i primi cinque anni – circa 70mila euro – saranno regalati, in quanto l’associazione provvederà alla pulizia, bonifica e presidio dell’area stessa.

Secondo la giunta comunale porterà alla massima valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale (nei documenti si legge che “ad oggi l’area è in stato di abbandono, invasa da rovi/arbusti ed oggetto di reiterate violazioni del suo perimetro“). Insomma un via libera che, nelle parole del sindaco e degli assessori, “è meritevole di essere favorito in ragione dell’interesse che rappresenta per la collettività” e avrà “l’effetto di eliminare anche possibili casi di insediamenti abusivi e di abbandono abusivo di rifiuti“.

Collegno città della Pace, e, da oggi, anche delle armi da fuoco.

5 thoughts on “Bum bum! A Collegno, città della pace, arriva un poligono per armi da fuoco

  1. Sono un tiratore sportivo di collegno e questa stupenda notizia mi rende molto felice, anche perché per esercitarmi mi sposto di parecchi chilometri, a Torrazza per il tiro con la pistola e Coazze per il tiro a lunga distanza. Al momento non so quale progetto abbiano intenzione di realizzare ma spero riescano ad impostare anche alcune linee di tiro TLD da 500 metri o almeno 300 metri, visto che l’ubicazione e l’area interessata lo dovrebbe permettere.
    Confido che il progetto non si areni o non venga ostacolato da qualcuno e che si possa realizzare il più presto possibile.

    1. Buongiorno Luca, il progetto è approvato dunque se rispetterà le prescrizioni (edilizia, acustiche) non dovrebbero esserci ostacoli.

      Pur comprendendo la “felicità” dei tiratori, in una città che si dice attenta alla pace e alle attività che educhino i cittadini alla pace e alla non violenza, la presenza di un poligono di tiro e addestramento per l’uso di armi da fuoco non sembra coerente con le marce della pace e tutta la retorica ad esse collegate.

  2. Mi rendo conto che ad oggi le due cose non vadano molto d’accordo, per quanto mi riguarda penso che il problema sia però nel pensiero comune, che lega sostanzialmente le armi da fuoco ad un utilizzo offensivo.
    Io personalmente lo vedo come uno strumento sportivo, e lo utilizzo come tale, pur sapendo che può essere pericoloso, d’altronde non è un pallone, ed è proprio per questo motivo che ho la consapevolezza di ciò che maneggio…
    Essendo un detentore legalmente autorizzato mi comporto nel rispetto delle leggi e norme per evitare che questo privilegio mi possa essere tolto.
    Quindi per ciò che mi riguarda un poligono di tiro non dovrebbe essere visto soltanto come un luogo frequentato da persone che si reputano “Rambo”, ma esistono molte persone che hanno i piedi molto ben saldi sul terreno.

    1. Noi crediamo che il poligono abbia il vantaggio di recuperare un’area abbandonata e permettere ad una serie di praticanti di esercitarsi nello sport che preferiscono. ma non ci siamo mai segnati di dire che siamo contro le armi, mentre l’attuale amministrazione si è più volte espressa contro l’uso delle armi e contro chi le utilizza.

  3. Torno indietro un poco…. non faccio parte delle persone che trovano il pretesto per scrivere qualcosa giusto per essere presenti, ma questa notizia è particolarmente interessante come penso si sia capito dalla prima mail che ho inviato, tra l’altro ci ho pensato molto prima di scrivere e l’ho fatto anche per sostenere coloro che si sono impegnati a portare avanti questo progetto, giusto per far presente che ci sono individui che condividono gli stessi interessi. Mi spiace che vi siate sentiti attaccati, ma ciò che ho detto non era personale.
    Siccome mi informo costantemente a livello armiero e legislativo, visto che cambiano le normative dall’oggi al domani e ci sono esponenti politici che hanno avuto il coraggio di proporre referendum sul disarmo totale dei cittadini autorizzati, come se fossero i veri responsabili dei crimini, a quel punto ho deciso di dire la mia, con la speranza che anche coloro che pensano che il diritto di difendersi lo si debba fare soltanto con un mazzo di fiori o una bandiera colorata in mano, ma lo si possa fare anche in altro modo, e ribadisco difesa, non offesa. Il discorso purtroppo sarebbe molto lungo, forse infinito, ma spero nella comprensione di tutti coloro che la pensano diversamente.

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