La politica dei progetti

La politica dei progetti

Trovo molto interessante questo articolo in cui l’ex sindaco di Roma Marino dichiara: “HO FALLITO PERCHÉ AMMINISTRARE NON È COME STARE IN SALA OPERATORIA”. La politica deve progettare CON le persone e PER le persone.

Non voglio discutere di Marino, sia chiaro, ma di Collegno.

Essere uno stimato professionista o una brava persona volenterosa non è sufficiente per amministrare la cosa pubblica. Non serve la sola passione o la buona volontà. Meno che meno serve la militanza politica, magari ereditata da qualche famigliare, per fare bene il proprio compito. Il mio pensiero va a Collegno, e provo a immaginare come si potrebbe cambiare l’attuale rapporto tra amministratori e cittadini. Non sono un estremista della partecipazione dal basso a tutti i costi, perché qualche esperimento dove uno vale uno non è andato esattamente come si sperava.

Ma certamente avere un’amministrazione che condivide davvero un pensiero, un progetto, ascolta, migliora, corregge sarà sempre più importante negli anni a venire. Il politico di professione, a livello locale, è fortunatamente destinato a sparire per lasciare posto a persone che sanno farsi interpreti delle necessità della popolazione, portando avanti progetti che migliorino davvero la gestione della cosa pubblica. Non siamo sudditi. Siamo cittadini. La propaganda non funziona più, abbiamo strumenti e mezzi per farci sentire. Usiamoli bene per cambiare.

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