(foto credits: Passioneperilvolo.it)

Il Consiglio regionale ha approvato una mozione di Silvio Magliano (Moderati) che “impegna la regioni a farsi parte diligente” per lo spostamento della base elicotteristica da Caselle a Collegno. Lo scrive Luna Nuova, che titola “Ok, della Regione”. In realtà la regione non ha dato alcun ok, semplicemente si è detta d’accordo a farsi “parte diligente” ovvero ad impegnarsi ed occuparsi del tema perché si proceda.

Realizzare a Collegno la sede dei vigili del fuoco è per noi la soluzione preferibile – sottolinea Magliano sul proprio sito Il progetto sarebbe utilissimo anche per i nostri Aib e potenzierebbe ulteriormente il nostro già blasonato sistema di controllo e di intervento sugli incendi e sulle calamità naturali. Ci auguriamo di arrivare in tempi brevi all’inaugurazione dell’infrastruttura. Anche così possiamo ringraziare i nostri vigili del fuoco per il loro impegno e la loro dedizione. L’aeroporto di strada della Berlia garantirebbe una più efficace operatività. Se realizzata a Caselle, l’ampliamento occuperebbe l’ultimo spazio di possibile ampliamento per le infrastrutture dedicate al traffico passeggeri”.

Come abbiamo già avuto modo di commentare in passato e come confermano le parole di Magliano, lo spostamento aumenterebbe l’inquinamento acustico e ambientale a Parella (Torino), Borgata Paradiso e Villaggio Dora (Collegno) senza portare particolari benefici ai residenti.

Esistono numerose alternative più pulite ed ecologiche, che permetterebbero di avere vere ricadute sull’economia locale. Il tandem Casciano (PD)- Magliano (Moderati, che a Collegno si presentarono alle elezioni con l’attuale giunta) non tiene conto delle richieste dei cittadini per una Collegno più silenziosa e meno inquinata: mentre la best pratice mondiale prevede di spostare il rumore fuori dai centri abitati (Caselle e Volpiano sono le sedi usate oggi per gli elicotteri), Collegno vuol fare eccezione portando rumore (anche notturno) e inquinamento ambientale sopra le teste delle persone.

La scelta di comunicazione fatta solletica la pancia delle persone, ruotando attorno ai principi della solidarietà sovracomunale, l’orgoglio di avere i vigili del fuoco sul territorio, l’importanza che il lavoro svolto da questo corpo ha per tutti i cittadini. Temi che ovviamente nessuno ha in mente di smontare o smentire: il lavoro dei vigili del fuoco è fondamentale, salva vite umane e va supportato. Ma qui non si parla di mancato amore o rispetto per i Vigili del Fuoco, si parla di definire una sede operativa che possa garantire ai Vigili di operare in sicurezza (sia Caselle e sia Volpiano lo permetterebbero) e ai cittadini collegnesi di non subire ulteriore inquinamento acustico e ambientale. Esistono sedi alternative, Collegno non è l’unica soluzione.

La partita reale è quindi molto più complessa della semplificazione fatta sui social media, perché gli interessi travalicano il confine comunale andando a colpire direttamente le casse di Regione e Città Metropolitana: proprietaria dell’area dell’aeroporto collegnese è infatti TNE, Torino Nuova Economia S.p.A., costituita il 14 ottobre 2005 con la missione la riqualificare e la valorizzare le aree acquisite da Fiat S.p.A. per la realizzazione del Polo Tecnologico di Mirafiori e del Campo Volo di Collegno.

Soci di TNE la Regione Piemonte attraverso Finpiemonte (48.9% circa), Città Metropolitana di Torino (48.9% circa) e la stessa FCA (ovvero la ex Fiat, al 2% circa). L’utilizzo dell’Area di Campo Volo è attualmente disciplinata da un comodato d’uso gratuito che consente all’Aeroclub Torino di gestire le attività aeroportuali. Da oltre 40 anni, l’Aeroclub Torino tiene in vita l’aeroporto collegnese e lo gestisce, non versando alcun canone ai proprietari.

Nel luglio 2019, dopo lo sfratto dell’Aeroclub Torino, TNE cercò soggetti disposti a rilevare la gestione dell’area (“riqualificare e valorizzare” significa sostanzialmente monetizzare) con una concessione 25ennale dal 2020 al 2045 ad un nuovo gestore, menzionando le aree di sviluppo previste:

nel rispetto delle disposizioni dell’ENAC, delle norme del Comune di Collegno di carattere urbanistico-edilizio e delle disposizioni emanate dagli altri Enti preposti al rilascio di specifiche autorizzazioni.

Nel gennaio 2019, il tribunale aveva decretato l’omologazione del concordato preventivo della società TNE, con l’impegno di restituire ai creditori il 100% delle somme dovute per poi tornare all’amministrazione ordinaria. Dodici milioni di debiti, di cui 6 dovuti alla Città di Torino, 2.5 milioni di IMU, e debiti verso altri creditori principalmente enti pubblici. T.N.E. in concordato preventivo ha chiesto alla Regione (Finpiemonte Partecipazioni) finanziamenti per circa 2 milioni di euro, impegnandosi alla restituzione attraverso l’alienazione di parte degli immobili in suo possesso (con una probabilità di successo bassa, trattandosi principalmente di capannoni, con un mercato in crisi). TNE, a parte qualche introito da affitti al Politecnico, non aveva alcun tipo di ricavo.

In altre parole, TNE deve dal 2019 fare cassa per ripianare i debiti. Se l’area di Mirafiori ha visto l’insediamento del Manufacturing Center e del Politecnico di Torino, oltre che la vendita per 20 milioni di euro di 24mila mq terreni a Novacoop per un centro commerciale, l’area dell’Aeroporto Aeritalia pare non abbia attirato l’interesse di alcun soggetto nonostante la già citata ricerca di mercato avviata nel luglio 2019.

Il sito viene valorizzato circa 8.3 milioni di euro, ma stante la crisi difficilmente si potranno trovare compratori a breve a quelle cifre. L’idea dunque di TNE era – come si legge dai documenti – di affidare ad un nuovo soggetto la gestione, generando “flussi di cassa derivanti dal contratto di concessione della porzione di area funzionale alla gestione delle attività aeroportuali, che potranno costituire elemento di valorizzazione del sito nell’ambito di un’auspicabile vendita“.

Per la restante porzione esclusa dal perimetro aeropostale, TNE sosteneva nel piano industriale che ” è stato sviluppato uno studio preliminare in merito alla possibilità di ubicare la sede principale degli Uffici della Protezione Civile della Regione Piemonte. L’intervento è stato previsto mediante l’espletamento di una procedura di Finanza di Progetto che consentirà di individuare un operatore economico privato interessato a effettuare l’investimento per l’acquisto dell’area e la realizzazione dell’edificio a fronte dell’impegno dell’Ente pubblico a versare un canone di locazione per l’utilizzo l’immobile”.

In sintesi: sfrattare Aeroclub Torino per trovare soggetto che paghi un canone di concessione per poi vendere il sito una volta che risulti abbastanza attrattivo per un compratore, e far costruire la palazzina della protezione civile della Regione da un privato versando in cambio un canone di locazione. Un tema oggetto di interrogazione in consiglio comunale di Collegno già nel primo trimestre 2019.

Sul piatto, due anni fa, alcune idee per “cambiare rotta” e rendere profittevole per i soci (creditori come visto di milioni di euro) l’aeroporto collegnese: da un “fly&bed” con tanto di hotel ad uno spazio per i droni, dall’hangar per gli studenti del Politecnico interessato all’epoca a portare un corso di laurea a Collegno dove sperimentare manutenzione aeronautica e installare di simulatori di volo medio-grandi.

Secondo le voci, la manifestazione di interesse è andata deserta: l’Aeroclub Torino non sembra volersi fare carico del costo annuale (si parlava di circa 150mila euro/anno, ma il club sostiene di aver investito 2.5 milioni di euro in 20 anni per ammodernare l’aeroporto) e la cordata auspicata da TNE non s’è vista.

Certo, rimangono alcune eccellenze interessate a far base a Collegno, come ad esempio la startup Walle Mobility, entrata a far parte di SkyGate (holding Always dell’ing.Paolo Caiaffa), un aggregatore e acceleratore di impresa che punta a creare un polo per la mobilità aerea urbana usando l’aeroporto Aeritalia di Collegno come laboratorio per la sperimentazione dei velivoli ed eventualmente l’uso di Collegno come “vertiporto” per aero-taxi. Walle Mobility ha fatto un accordo con le americane Jaunt Air Mobility per la produzione dei mezzi che costano circa 500mila euro e che dovrebbero essere pronti fra un paio di anni e Airio per lo sviluppo di software per la gestione del volo.

Tanta carne al fuoco ma nessun compratore, ecco dunque all’orizzonte la soluzione: se non trovi un privato che paghi – probabilmente ritiene che il prezzo richiesto non sia adeguato al vero valore – perché non provare con soldi pubblici?

Il Ministero dell’Interno pagherebbe con l’arrivo della sede dei VV.FF, ci saranno foto su Facebook con didascalia “Vigili del Fuoco orgoglio collegnese”, e ai cittadini che dovranno subire inquinamento acustico e ambientale una bella pacca sulla spalla. Grazie Pantalone!