Ci sono voluti 10 anni di burocrazia e carteggi, ma alla fine nel 2022 la struttura metallica che funge da parcheggio davanti al CTO di Via Ventimiglia dovrebbe arrivare al parcheggio Fermi di Collegno per un costo totale di circa 1,1 milioni di euro. Inclusa la Velostazione per il parcheggio delle bici a pagamento, che avrebbe dovuto arrivare nel 2021 ma di cui i cittadini collegnesi non hanno ancora visto nulla.

Un intreccio di responsabilità e attori che – semplificando – prevede i seguenti impegni:
la città di Torino pagherà il ricollocamento della struttura metallica all’interno del parcheggio Fermi, utilizzando i fondi Movicentro per migliorare l’inserimento ambientale ed architettonico di tale struttura, per attrezzare le fermate bus esterne e per altre piccole opere di miglioramento. Una somma di 833mila euro che venne stanziata dalla Regione Piemonte nel 2011 su richiesta della città di Torino;
Infra.To, la società di proprietà della Città di Torino che progetta e gestisce le infrastrutture tra cui la metropolitana, metterà a disposizione l’area del parcheggio Fermi per consentire il montaggio della struttura metallica a parcheggio e a invertire contestualmente il sistema degli accessi veicolari al parcheggio, nonchè a realizzare le opere di risistemazione dell’area Fermi con fondi Movicentro, qualora la Regione Piemonte confermi il finanziamento;
– la città di Collegno rilascerà il permesso di costruire per il parcheggio.

Una curiosità sulla struttura: nel 2012, quando si decise di spostarla a Fermi per realizzare parcheggi sotterranei al parcheggio CTO di Via Ventimiglia (progetto poi saltato), il vice presidente della Circoscrizione Nove, esponente della sinistra democratica e coordinatore alla viabilità Massimiliano Miano dichiarava alla stampa locale che “la struttura attuale (il parcheggio metallico, ndr), oltre ad essere non bella, è anche poco capiente“. Insomma non proprio un affare per la giunta collegnese.

In un complesso passaggio di fondi tra Ministero, amministrazioni locali e società a controllo pubblico, esiste poi un residuo di 117mila euro già nella disponibilità di Infra.To che sarà utilizzato per la realizzazione della Velostazione, un ricovero sicuro per le bici di proprietà nei luoghi di interscambio il cui progetto è stato pubblicato nelle scorse settimane nonostante nel 2020 fosse stata promessa l’apertura nella prima metà del 2021. Infra.To si era detta interessata a cofinanziare il progetto, GTT si è detta disponibile (il documento parla di “disponibilità condizionata”) a gestire l’accesso e la manutenzione della Velostazione.

Questa disponibilità è legata alla revisione delle politiche tariffarie di sosta (aumenti in vista?) nonché alcuni aspetti operativi. Tra le pieghe dei documenti, GTT si impegna a prevedere un abbonamento promozionale gratuito per gli utenti della metropolitana al parcheggio Venchi Unica (il documento cita proprio il parcheggio Venchi Unica, sebbene non si capisce cosa c’entri con questo progetto).

La Velostazione sorgerà tra Via Fermi e Via De Amicis, avrà una capienza di circa 100 posti su 150 metri quadri, in una struttura al coperto chiudibile e custodita. Le rastrelliere saranno a due livelli, dovrebbe esserci una ciclofficina o altri servizi accessori, con un bando in scadenza tra pochi giorni. Il progetto prevede ingressi automatizzati e videosorvegliati.

L’utilizzo della Velostazione sarà esclusivamente a pagamento, con accesso tramite tessera BIP oppure tramite biglietto, app e sito web. Stupisce la durata utile minima della struttura, fissata a soli 10 anni: la gestione (in uso decennale) dovrebbe affidata a GTT, nell’ambito dell’attività già in essere per il parcheggio di interscambio
auto. Cosa succederà poi? Ci troveremo una struttura da smontare e senza gestore? Chi pagherà?

I lavori, della durata di sei mesi, dovevano terminare nella prima metà del 2021, come dichiarava il sindaco Casciano a settembre 2020. Al momento i cittadini non hanno ancora visto nulla: l’ennesima promessa incompiuta del sindaco Casciano e dell’assessore Treccarichi, che non sembrano riuscire a rispettare le date che comunicano ai cittadini.

Nuova scuola Matteotti, piscina Bendini, la nuova scuola a Collegno centro, la rigenerazione delle ex fabbriche, gli interventi del cimitero: una serie infinita di progetti comunicati, ricomunicati, ri-ricomunicati con foto sui social, innaugurazioni stampa, video trionfanti per una campagna elettorale perenne. I cittadini di Collegno vorrebbero vedere meno propaganda e più risultati.

Insomma, lo Stato trasferisce fondi che – a volte dopo anni – vengono spesi per progetti che in teoria dovrebbero favorire la mobilità sostenibile: ma quali sono i risultati attesi? Quante bici ci si aspetta che siano parcheggiate alla velostazione ogni giorno? E con l’arrivo del parcheggio metallico, quali miglioramenti si prevede ci siano a fronte della spessa? Come sempre è un mistero…

Ricordiamo che la grande pubblicità della giunta collegnese al To.Bike – il servizio bike sharing che avrebbe dovuto rivoluzionare la mobilità dei cittadini collegnesi nella propaganda politica della giunta collegnese, sembra in disarmo completo: nella foto lo stato delle nove stazioni collegnesi, tutte non operative.

Una sconfitta netta per chi si definisce “il sindaco della bici” e che passa dal bike sharing alle ciclabili ai monopattini al car pooling senza mai fermarsi, guardare indietro e ammettere che molti dei progetti di cui sentiamo parlare da anni sono in ritardo e molti di quelli lanciati sono un fallimento. Pagato da tutti i cittadini.